Domenica delle Palme
Continuiamo il nostro cammino alla ricerca del volto di Dio e scopriamo, se ci lasciamo davvero portare dalla Parola che ci viene consegnata, particolari sempre più belli e sorprendenti: oggi ci viene incontro il volto di un Dio servo degli uomini. Lo descrive così, molto apertamente, la seconda lettura che abbiamo ascoltato, (spogliò se stesso, assumendo la natura di servo) della quale mi piace oggi (data la lunghezza della celebrazione mi piace rispettare la tradizione del silenzio in sostituzione dell'omelia) lasciare nelle vostre mani un commento che possa aiutare ad entrare meglio nel triduo che vivremo nella settimana che oggi si apre. Mi piace però partire da un versetto che liturgia ha omesso nel testo di Paolo che abbiamo ascoltato e precisamente il versetto 5, che ci fa questo invito: abbiate in voi gli stessi sentimenti che furono in Cristo Gesù. E' talmente bello che è davvero un peccato non riportarlo... quasi si avesse paura a dire del sentimento, a dire dei sentimenti di Dio... non semplici emozioni, non semplicemente un sentire, ma quello che la tradizione spirituale della Chiesa ha sempre compreso nel mondo degli affetti. Forse l'invito, per noi, per la Chiesa, ad ascoltare la verità dei sentimenti (quante persone, e quanti sentimenti nel lungo brano di vangelo ascoltato oggi...), ad ascoltare le ragioni del cuore. Un Dio servo, un Dio che prova dei sentimenti è un Dio che ha fatto della condivisione uno stile di vita... anche la morte di Gesù in croce è condivisione con la morte di chi non è considerato degno: non è la morte eroica di un martire ad esempio, ma la morte dei rifiutati, dei bestemmiatori, dei peccatori... Gesù condivide la morte di quelli che erano considerati i peggiori. Don Angelo Casati scrive una cosa bellissima: Gesù ha condiviso fino ad andare all'inferno: <<Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?>>. L'assenza di Dio! E' l'inferno l'assenza di Dio.