Pasqua
Dall'ascolto del Vangelo oggi emerge un particolare che trovo importante... Gesù è per i suoi amici il volto dell'amore e per lui si fa quello che si farebbe per il proprio sposo o per la propria sposa, per il proprio padre o la propria madre...
Siamo nel primo giorno dopo il sabato, all'inizio, perciò, di una settimana nuova; è ancora buio, ma il mattino si annuncia imminente. Maria di Magdala si reca al sepolcro. Già questo contiene un insegnamento: il sepolcro è luogo di morte e la morte si presenta come realtà definitiva. Eppure Maria si muove; che cosa la spinge? Unicamente l'amore. L'amore, per natura sua, è attivo, a costo di andare in perdita: non sopporta di rimanere ozioso, senza far nulla per l'amato. E quando anche le circostanze impedissero di fare qualcosa, l'amore può ancora esprimersi nel desiderio, nella sofferenza per il distacco. L'amore di Maria sembra illumina quel mattino ancora buio, così come la nostra capacità di amare illumina la nostra vita e quella dei nostri fratelli e sorelle.
Ma l'amore riveste un ruolo importante anche nella corsa di Pietro e di Giovanni... S. Agostino aveva scritto: Pietro rappresenta la fede e Giovanni l'amore. L'amore arriva prima. Poi arriva Pietro ed entra. La fede riconosce il mistero, ma l'amore vi è arrivato prima. Così è anche per Maria di Magdala: l'amore l'aveva portata al sepolcro, anche se non conosceva il mistero. Se la nostra fede non è guidata dall'amore è vana. L'amore deve precedere. O ci lasciamo attirare dall'amore di Dio e ce ne innamoriamo, o la nostra fede è sterile, non riconosce, non illumina e non riscalda la nostra vita. Solo l'amore può arrivare a riconoscere. Ma è bellissimo anche quello che accade preso il sepolcro, perché l'arrivare prima di Giovanni nei confronti di Pietro non vuol dire entrare. Non è il primo colui che entra. Succede che si entra se ci si aspetta. Non si entra se non insieme, nel cammino impegnativo, lungo, appassionante dell'incontro con il Risorto. Questo cammino non lo si vive se non insieme. D'altra parte, non vale solo l'aspettarsi, ma l'aspettarsi è funzionale a ciò che si vuole fare insieme.
Anche per noi possa essere così, uomini e donne mossi dall'amore e dalla fede, uomini e donne che sulla soglia del mistero sanno aspettarsi per entrare insieme, per condividere la gioia dell'incontro con Dio.